Come posso aiutare la mia città? |17 Giugno 2016 |

   

Nel mio paese si sono spente ormai le luci sulle elezioni. Ci sono stati vincitori “morali”, con Pietro Venturini e il M5S che, alla prima uscita nelle amministrative, raccolgono quasi il 18% dei consensi; e ci sono stati vincitori “reali”, con Paolini e il Melograno che, per un'incollatura direbbero i cronisti sportivi, ha superato il sindaco uscente di soli 30 voti. 

 Ci sono stati sconfitti “morali”, con un'amministrazione uscente che non ha saputo o potuto riconfermarsi alla guida del colle falisco, e ci sono stati sconfitti “reali”, con Bellacanzone e il centrodestra che, ancora una volta, si è “contato”, risultando tre volte più basso di cinque anni fa. 

    Ci sono stati, infine, coloro che ci hanno “provato” comunque, con Daniela Crivaglia e la sua Perla dell'Alto Lazio che, svincolata dai partiti e con una lista di “non montefiasconesi doc”, ha provato a dare una ventata di novità (assieme al M5S) alla staticità ormai consolidata del panorama politico montefiasconese. 

   Da ieri, 16 Giugno 2016, con il giuramento durante il primo consiglio comunale, Montefiascone ha un nuovo governo; su di lui ricadrà il peso di guidare il quarto paese per grandezza della provincia di Viterbo e quello il cui andamento politico ha più spesso provocato ricadute a livello provinciale. 

    Noi, come cittadini, possiamo rilassarci, smettere le varie bandiere sventolate sui “social”, pro o contro questo o quel candidato, questa o quella lista, e magari concentrarci su qualcosa di altro, magari che so, uno sport. 

   “Ci sono gli Europei di calcio!” mi direte; allora, tutti pronti con la bandiera tricolore, magari per fare caroselli in centro nell'eventualità di andare avanti nella competizione. 

  No, purtroppo non è a quello sport che sto pensando. Perché, vedete, lo sport che più appassiona il cittadino montefiasconese (se non italico) non è quello legato ad una palla tonda, ma quello legato a una finestra socchiusa e a un “fucile virtuale” sempre carico: si chiama “tiro all'amministratore”. 

   Da domani (oggi), gli appassionati di questo sport (non olimpico) potranno avere la loro ragione di esistere, socchiudendo la loro finestra mediatica, scrutando nell'ombra l'agire altrui, pronti a impallinare, mediaticamente s'intende,  ogni amministratore che si macchi ai loro occhi di questo o di quel comportamento che lui o lei ritiene sbagliato. Salvo poi richiudere la finestra, riporre il fucile, ed attendere che lo sparo nel mucchio abbia il suo naturale corso. 

   Intendetemi, il diritto di critica è la fonte della democrazia, ed è giusto criticare se si vedono cose “storte”; ma la nostra critica ha valore solamente se poi si ha la voglia di mettersi in gioco, di partecipare alla vita attiva del tuo paese, se il “così non va” si accompagna anche al “io farei così”: meglio ancora, al “io farei così e m'impegno personalmente perché ciò avvenga”. 

   Spesso, nelle mie prediche domenicali (sono pastore della locale chiesa evangelica battista), sottolineo un concetto base della fede cristiana; ”. 

   Spesso, nelle mie prediche domenicali (sono pastore della locale chiesa evangelica battista), sottolineo un concetto base della fede cristiana; “Amore non è un sentimento, amore è un'azione”. A che vale dirti che ti amo quando stai morendo di fame? Per amarti davvero devo “agire” contro la tua fame: devo darti del cibo. Devo fare, piuttosto che dire. 

  Sapete, ho scoperto che questo concetto è efficace in qualsiasi campo, anche in quello politico e di amministrazione della cosa pubblica: se dico di amare Montefiascone, allora devo “agire”. 

   Ognuno deve fare la sua parte: gli amministratori debbono amministrare “agendo con amore” verso gli amministrati, e gli amministrati devono comportarsi “agendo con amore”  verso il posto dove vivono. 

  “E come faccio, Marco? Mica sono io il Sindaco!”. Lo sai, ci sono molte più cose che tu puoi fare per il tuo paese di quelle che può fare il sindaco Paolini. Eccotene una brevissima selezione.

 Puoi rispettare le regole     

    Questo include: 

  •      non chiedere il “favore” per passare davanti a un altro nella pratica che hai in comune;
  •     non costruire un “abuso” sperando che il politico che conosci ti aiuti con le carte e il tecnico “chiuda un occhio”; 
  •     non trasformare la tua città in un immondezzaio, scaricando lo sterro del bagnetto di casa “che tanto sò solo quattro cocci” nella cunetta lontana cinque chilometri da casa tua;
  •      non trasformare il tuo paese in una “gimkana” automobilistica “che tanto stò solo cinque minuti in divieto de' sosta e poi parto”.    

Puoi proporre 

    Se hai una buona idea, proponila ai tuoi amministratori: dillo ad opposizione e maggioranza, e ricordati che i tuoi amministratori non sono solo quelli della maggioranza, ma l'opposizione è parte del sistema con cui si amministra saggiamente in posto. 

Puoi partecipare

    Puoi partecipare alla vita attiva e propositiva: ci sono decine e decine di gruppi volontari ed associazioni montefiasconesi che si impegnano a rendere questo paese “un po' più bello di come è”.  Entra in uno di questi, magari fondane uno tuo, ma FAI piuttosto che stare a guardare.  

Puoi apprezzare

    Puoi apprezzare le cose buone che l'amministrazione farà, senza contare se sono o meno “dalla tua parte” politicamente parlando. 

    Puoi apprezzare quello che i gruppi di volontariato e le associazioni fanno  partecipando a ciò che essi propongono. L'incoraggiamento a chi si adopera per la tua città è spesso il carburante che accende il motore dell'organizzazione.  So di persona che la cosa più bella che ci è capitata come chiesa organizzando eventi come i corsi gratis di inglese o il seminario sulle manovre salvavita pediatriche è il “grazie” di chi ha partecipato. Di chi ha partecipato, non di chi ha apprezzato l'idea dell'evento, ma è stato a casa. 

Puoi impedire

     Puoi impedire a te stesso o a te stessa  di pensare che “tanto Montefiascone non cambierà mai”, che “tanto non vale la pena provarci”. Il cambiamento non succede, anche quando ci sono le possibilità, se le persone non credono nel cambiamento. 

    Puoi impedire che altri parlino in maniera negativa, e solo negativa, di Montefiascone. Il posto dove vivi è il TUO posto; non accetteresti in casa tua un ospite due volte quando la prima non ha fatto che parlarti di tutti i difetti che vede in quella casa e trascura le cose belle.


Infine, e qui parlo a chi, come me, è credente (e molti a Montefiascone, dicono di esserlo), puoi obbedire e pregare.  San Paolo dice: “Ricorda ai credenti che devono essere sottomessi ai governanti e alle autorità, e che devono ubbidire ed essere sempre pronti a far del bene.” (Tito 3:1). Se sei credente, lo sapevi? Ora lo sai.   Sempre Paolo dice ancora: “Pregate per i re e per tutti quelli che sono al potere affinché possiamo vivere in pace una vita serena, dedicata al Signore e onesta. Questo è buono e piace a Dio, nostro Salvatore.” (1 Timoteo 2:2-3).  Lo stai facendo? Paolo dice che è una  tua responsabilità, affinché tu possa avere una vita serena.   

  Alla fine di questo (troppo) lungo pensiero, il mio augurio è che tutti, a partire dalle autorità elette sino al più giovane membro della comunità dove viviamo, sappiano impegnarsi, ciascuno per la sua parte, affinché il nostro paese possa essere un luogo dove l'amore è un'azione, non un sentimento. 

   Marco

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