Lucia

 (Tempo di lettura: 3 minuti 5 secondi)

Stagione di saluti, per me...

---

E così, Lucia, ora sta dinanzi a Colui che hai fedelmente servito. Troppo presto, forse. Ma forse tutto quello che volevi compiere lo avevi già assolto, ed era ora di sedere, e riposarsi. La tua famiglia, soprattutto: tenuta assieme dal tuo immenso amore e dalla tua capacità di servire, senza nemmeno essere vista, in silenzio, come atto d'amore profondo.

Quanti ricordi assieme, Lucia! Parlare di te in breve non è facile, perché non sei stata semplicemente una persona amica, ma sei stata assieme a tuo marito Claudio, a mia moglie Janet e a me, la fondatrice della nella nostra meravigliosa chiesa… sei stata parte della sua anima. 

Fin dall’inizio, quando abbiamo iniziato questo cammino insieme, c’eri. Ti ricordi, Lucia, gli studi fatti in casa tua  a Tuscania? Le risate, tra un buon pasto cucinato dal tuo sposo Claudio, e le mille domande tue, la tua voglia di sapere, e di conoscere. 

Certo che li ricordi! Qualche tempo fa mi hai scritto questo:” Sarà “l'annite, ma il periodo in cui ci si riuniva a casa mia la domenica e durante la settimana, è stato uno dei più belli della mia vita. Ho sperimentato e capito il messaggio divino, stando proprio a contatto e condividendo con tutti i miei fratelli in Cristo. Mi si è aperto un mondo. Scusa per questo lungo messaggio, ma mi è più congeniale scrivere che parlare”. 

Non parlavi molto, non amavi “esibire” la tua profondità,  ma eri, e rimarrai così nei miei ricordi, una delle colone che hanno sorretto la nostra comunità, fintanto che ci sei stata. E non in modo rumoroso o appariscente, ma con quella tua presenza costante, fedele, concreta. Una presenza che non faceva rumore, ma che sosteneva tutto.

Tu eri una di quelle persone su cui si poteva sempre contare, sempre. Sempre pronta a dare una mano, sempre disponibile, sempre attenta. Non aspettavi che qualcuno ti chiedesse qualcosa: vedevi il bisogno e ti muovevi. E lo facevi con naturalezza, senza mai cercare di metterti al centro. Era proprio il tuo modo di essere, semplice e autentico.

Quante volte il tuo servizio, dentro la chiesa, nella comunità, nella famiglia, ha fatto la differenza, anche quando magari non era visibile agli occhi di tutti. Ma chi ti conosceva davvero lo sapeva: dietro ogni gesto c’era un cuore grande, sincero, capace di amare senza condizioni. E questo amore si sentiva, arrivava, restava. Non era qualcosa di costruito, era proprio parte di te.

E poi c’era quell’altra parte di te che mi ha sempre colpito tanto: la tua sete di capire. Non ti bastava ascoltare, non ti bastava fermarti alla superficie. Tu volevi andare in profondità. Volevi comprendere davvero il senso delle parole, entrare dentro ai testi biblici che ti davo da leggere, cogliere quello che Dio voleva dire davvero.

Eri molto più studiosa di me, Lucia, e ammiravo il modo semplice con cui aprivi la tua Bibbia, e ti avvicinavi ai testi, con quei tuoi “secondo me”... e poi mi guardavi, chinando la testa e da sopra gli occhiali, come a dire “Dico bene? Ho capito bene?".

Dicevi bene, capivi bene. Riflettevi bene, mentre facevi domande, mentre cercavi collegamenti, significati, verità più profonde. Non era curiosità fine a sé stessa: era desiderio di crescere, di conoscere Dio in modo vero. La tua era una fede viva, pensata, pesata, costruita giorno dopo giorno. E questo dava ancora più valore a tutto quello che facevi.

E forse è proprio questo che ti rendeva così speciale: eri capace di unire il servizio concreto con una profondità rara. Non eri solo una che faceva, né solo una che studiava. Eri entrambe le cose. Cuore e mente. Azione e ricerca. E questo ti rendeva una testimonianza forte, silenziosa ma potentissima.

Oggi vorrei essere lì, nella tua Sardegna, dove alla fine avevi deciso di tornare a vivere. Non perché mi serva di essere vicino a dove sei: tu ora sei spirito libero, e forse sei più vicina a me di quanto lo fossi prima. Ma mi piacerebbe poter raccontare alle tue figlie e e a tuo figlio di tutto quello che hai fatto, detto, scritto, vissuto...

Si dice, quando trovano riposo persone come te, che lasciano un vuoto: tu lasci un pieno. Si certo, il vuoto  si sente nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, nei momenti in cui verrebbe naturale cercarti. Ma il tuo pieno di amore, di forza, di dedizione, oh, quello ancora c'è, si sente, fa rumore...Perché averti incontrata, averti conosciuta, aver condiviso con te questo pezzo di cammino è stato sentire e vedere quel “rumore” del tuo agire e del tuo pensare.

E ora, finalmente senza fatica, senza limiti, senza domande sospese, sei  dinanzi  a quel Signore che hai cercato con sincerità, con perseveranza, con amore.  Sei accolta, riconosciuta, amata fino in fondo dall'Amore Supremo, per quello che sei davvero.

E conosco le parole con cui ti ha accolto il Maestro

"Va bene, serva buona e fedele; sei stata fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore".” Matteo 25:23.


Ti abbraccio Lucia... Ci vedremo di nuovo... sotto altri Cieli.


Marco


Commenti

Post più letti